Rientro di settembre: come riprendere la routine e affrontare il cambio di stagione

Rientro di settembre alla routine di scuola e lavoro: consigli scientifici per adulti e bambini

Settembre coincide per molte famiglie con il ritorno a scuola, al nido, al lavoro e a orari più regolari dopo le vacanze. È anche un periodo in cui aumentano nuovamente i contatti in ambienti condivisi e può cambiare bruscamente il ritmo sonno-veglia.

Non esiste un prodotto capace di “preparare l’organismo all’autunno” o di impedire tutti i malanni stagionali. Alcune abitudini, però, hanno basi scientifiche molto più solide di altre.

Riprendere gradualmente il ritmo del sonno

Dopo settimane con orari più flessibili, il ritorno improvviso alla sveglia mattutina può tradursi in sonnolenza, difficoltà di concentrazione e maggiore stanchezza.

Negli adulti non conta soltanto quante ore si dormono: anche la regolarità degli orari è un elemento rilevante. Una revisione sistematica di Chaput e colleghi ha rilevato che orari di sonno molto variabili e un sonno abitualmente più tardivo sono associati a esiti di salute meno favorevoli. Gli autori sottolineano comunque che la qualità complessiva delle evidenze varia: è quindi corretto parlare di associazione, non di causa certa.

Per gli adulti sani, l’American Academy of Sleep Medicine e la Sleep Research Society raccomandano in generale almeno 7 ore di sonno per notte su base regolare, pur considerando le differenze individuali.

In pratica, nei giorni che precedono il ritorno pieno alla routine può essere utile riportare progressivamente a un orario stabile sia il momento in cui si va a dormire sia quello della sveglia, invece di tentare di recuperare tutto in una sola notte.

Più contatti non significa automaticamente “difese basse”

Con il rientro a scuola, al nido, in ufficio e sui mezzi pubblici aumentano nuovamente le occasioni di contatto con altre persone. È quindi normale che aumentino anche le possibilità di incontrare virus respiratori.

Questo non significa automaticamente avere un sistema immunitario “debole” e, soprattutto, raffreddori frequenti non dimostrano da soli una carenza di vitamine o minerali.

Per questo non è scientificamente corretto proporre indiscriminatamente un integratore a tutti soltanto perché è iniziato settembre.

Lavarsi le mani: una misura semplice con evidenze reali

Nel 2025 l’OMS e UNICEF hanno pubblicato linee guida globali dedicate all’igiene delle mani negli ambienti di comunità, che comprendono case, scuole e luoghi pubblici. Le linee guida identificano l’igiene delle mani come una misura di sanità pubblica utile anche nella riduzione delle infezioni respiratorie acute.

Una revisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati condotti in scuole e strutture educative ha trovato segnali di riduzione delle assenze e di alcune infezioni respiratorie con programmi di igiene delle mani, pur evidenziando eterogeneità e limiti metodologici negli studi disponibili.

Quindi: funziona come misura di riduzione del rischio, ma non garantisce che una persona non si ammali. Acqua e sapone restano la prima scelta; quando le mani non sono visibilmente sporche una soluzione idroalcolica adeguata rappresenta un’alternativa utile.

Arieggiare gli ambienti non è un consiglio banale

Molte infezioni respiratorie possono diffondersi attraverso particelle respiratorie che rimangono nell’aria, soprattutto negli ambienti chiusi. Una migliore ventilazione e, dove appropriato, sistemi di filtrazione possono contribuire a ridurre la concentrazione di particelle nell’aria.

La ventilazione naturale tramite apertura delle finestre può essere utile, ma la sua efficacia dipende da struttura dell’edificio, clima e modalità con cui viene effettuato il ricambio d’aria. Le evidenze non giustificano quindi formule semplicistiche come “aprire la finestra evita il raffreddore”: il concetto corretto è che migliorare la qualità dell’aria indoor contribuisce alla riduzione del rischio di trasmissione.

Quando il naso è chiuso: che ruolo hanno i lavaggi nasali?

Qui è importante distinguere tra prevenzione e sollievo dei sintomi. I lavaggi con soluzione salina non sono una barriera contro i virus e non possono essere presentati come un sistema per impedire il raffreddore.

Una meta-analisi pubblicata su Paediatric Respiratory Reviews, comprendente quattro studi randomizzati e 569 bambini, ha riscontrato un beneficio modesto soprattutto sui sintomi nasali, ma non un miglioramento significativo dei sintomi respiratori complessivi o dello stato di salute generale.

Una revisione sistematica più recente conclude che i lavaggi nasali possono ridurre la severità di alcuni sintomi nelle infezioni acute delle alte vie respiratorie pediatriche, ma sottolinea che gli studi disponibili sono ancora pochi e che servono ricerche metodologicamente più solide.

Perciò possiamo dire che possono essere utili per gestire la congestione e le secrezioni, soprattutto nei bambini piccoli, ma non che “proteggono dai virus”.

E le vaccinazioni?

Per la stagione influenzale 2026-2027, il Ministero della Salute italiano ha pubblicato il 23 giugno 2026 le nuove raccomandazioni nazionali. Il Ministero ribadisce il ruolo della vaccinazione nella prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze. Il vaccino antinfluenzale è indicato a partire dai 6 mesi di vita ed è raccomandato in particolare per le categorie individuate dalla circolare.

Per sapere se e quando vaccinarsi è corretto fare riferimento al proprio medico, pediatra o ai servizi vaccinali.

Quindi, cosa ha davvero senso fare a settembre?

  • riportare gradualmente sonno e sveglia a orari regolari;
  • cercare di dormire un numero adeguato di ore;
  • lavare correttamente le mani;
  • favorire il ricambio d’aria negli ambienti condivisi;
  • seguire le vaccinazioni raccomandate in base all’età e alle condizioni individuali;
  • utilizzare l’igiene nasale per gestire la congestione, non come promessa di prevenzione;
  • rivolgersi a un professionista prima di attribuire stanchezza, infezioni frequenti o altri sintomi a una presunta carenza.

Quando è opportuno rivolgersi a un professionista

La normale stanchezza dei primi giorni di rientro dovrebbe progressivamente ridursi. Se invece una stanchezza marcata persiste, compromette le normali attività o è accompagnata da altri sintomi, è opportuno parlarne con il medico anziché assumere autonomamente integratori.

Nei bambini è consigliabile contattare il pediatra quando i sintomi respiratori sono importanti, persistono o peggiorano, quando il bambino beve poco o mostra segni di disidratazione o appare insolitamente sonnolento. Difficoltà respiratoria evidente, colorazione bluastra di labbra o viso, marcata riduzione della reattività o altri segni di compromissione importante richiedono valutazione tempestiva.

Nei lattanti molto piccoli la febbre richiede particolare attenzione e va gestita secondo le indicazioni del pediatra.

Fonti scientifiche e istituzionali

Chaput JP, Dutil C, Featherstone R, et al. Sleep timing, sleep consistency, and health in adults: a systematic review. Appl Physiol Nutr Metab. 2020. PMID: 33054339.

Watson NF, Badr MS, Belenky G, et al. Recommended Amount of Sleep for a Healthy Adult: A Joint Consensus Statement of the American Academy of Sleep Medicine and Sleep Research Society. J Clin Sleep Med. 2015;11(6):591-592. DOI: 10.5664/jcsm.4758.

World Health Organization & UNICEF. Guidelines on Hand Hygiene in Community Settings. 2025. ISBN 978-92-4-011655-9.

Willmott M, Nicholson A, Busse H, et al. Effectiveness of hand hygiene interventions in reducing illness absence among children in educational settings: a systematic review and meta-analysis. PMID: 26471110.

Cabaillot A, Vorilhon P, Roca M, et al. Saline nasal irrigation for acute upper respiratory tract infections in infants and children: A systematic review and meta-analysis. Paediatr Respir Rev. 2020;36:151-158. DOI: 10.1016/j.prrv.2019.11.003. PMID: 32312677.

Nasal Irrigation With Saline Solution for Pediatric Acute Upper Respiratory Infections: A Systematic Review. 2024. PMID: 39669647.

Ministero della Salute. Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027. Circolare del 23 giugno 2026, n. 5134.

Naso chiuso o secrezioni? Scopri la selezione dedicata all’igiene nasale del bambino.